16 giugno 2008

La normale dimensione del tempo

I tipici odori da spiaggia mi colgono assopito, riconosco il solare misto a sudori e vapori, la mente vaga e i ricordi mi pressano, Grecia, isole, mare, sole, caldo, perchè ostinarsi a congiungere le cose, gli avvenimenti, i fatti, un amore perduto, un amore trovato, l'amico che ti cerca soltanto nel momento del bisogno, il bisogno associato alla paura, girare le spalle è un attimo, altri orizzonti, altre verità. Le disperazioni sono tutte uguali e tutte diverse, grande banalità della verità, perchè succede di non accorgersi, a volte davvero mai in tutta la vita, dei propri limiti? Com'è possibile che un'esigenza la quale inevitabilmente non può dipendere soltanto dal nostro volere, diventa pressante, insistente, necessaria, imprescindibile? Il vento caldo di scirocco molesta le mie piante, il tentativo di girasoli ripetuto nel tempo, il pressante richiamo del viaggio resterà inascoltato, altri viaggi verranno, nulla escluso.
Calpesto ancora con orgoglio e capacità l'erbetta sintetica, attendo la cifra tonda, il giro di boa e l'addio definitivo, conservo i postumi e gli inestetismi della botta ad un occhio, alcuni mi evitano impressionati credo, mirabile effetto, gongolo... Mammolo, Pisolo, Cucciolo, Eolo, Brontolo, Dotto (lo) dove sei Barney?
Come si può davvero credere di tenere nelle proprie mani il destino, la sorte, di altri? Lui persegue nella convinzione di essere nel giusto, non ha mai avuto la capacità dell'ascolto, riconosce soltanto i bisogni primari e a quelli si è sempre adattato, come un animale, blaterando di onore e doveri, lealtà e cameratismo, orrore a perdita d'occhio... "ci sono solo due modi per fare le cose, quello giusto e quello alla mia maniera, e sono la stessa cosa".
Presunzione, ignoranza, mancanza d'umiltà, non voglio scriverne e non lo farò, sono già stanco e non ho bisogno di trovare un senso, l'ho già trovato.

1 commento:

Anonimo ha detto...

ciao
ti leggo sempre e un pò mi manchi