8 luglio 2008

Non adesso, adesso voglio soltanto guardare

Avremo tempo per le parole, ci sarà modo di confrontarsi, adesso no, lasciami contemplare il mare, la sua forza, il suo mistero. A volte in certe serate invernali ne ascolto il rumore, quel fragore che incute timore e mi costringe a pensare, le braccia tese nello sforzo di un ragazzino, di sole bruciata la pelle e un leggero sudore, trenta o quaranta metri più in là un sudore gemello, di braccia più forti e d'infinita tenerezza, tiriamo ansimanti nella medesima direzione e il sole quasi scompare all'orizzonte, tentenno, vacillo, eppure conosco il fondale, giorni e giorni sempre uguale, è la sorpresa, nei miei come nei suoi occhi e senza dire parole continuiamo a tirare, soltanto per un attimo la tentazione di mollare, un brivido nella mia giovane schiena, e quel battito come d'ali e il volo radente, la paura già svanita e l'amarezza della ricca preda sfumata, il giro della morte, la morte in fondo al sacco, alghe, gamberetti e piccoli polpi, e poi tanti fratelli di non so quanti padri.
Il vino freddo lentamente calma l'arsura e un leggero tepore mi pervade, stretto nella mia maglia mi volto ancora ad osservare il mare, rivedo i suoi occhi specchiarsi nei miei, lui è andato via da tempo, portandosi via anche la mia voglia di pescare.

2 commenti:

campo di fragole ha detto...

Ciao Morrison, mi piaci come scrivi e descrivi...
Le foto del cous cous mi ispirano :)
Un saluto,
Daniela

morrison ha detto...

Grazie Daniela, dovresti anche assaggiarlo!! ;-)
Ti invidio un pò, mi piace Girona, ci sono già stato un paio di volte.
Grazie, a presto